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Droni – EASA: la nuova regolamentazione europea

Droni – Easa: la nuova regolamentazione Europea

 

In futuro migliaia di droni sorvoleranno sulle nostre teste. L’Unione Europea interviene per regolarizzarne produzione, detenzione e traffico aereo.

 

Da Bruxelles arriva la nuova regolamentazione sull’ uso dei droni. Gli esperti del settore ne sono certi: nel giro di un decennio saranno almeno 7,5 milioni i droni che sorvoleranno case e teste degli europei, e parliamo del solo ambito civile.Se da una parte ci troveremo di fronte ad una nuova forma di business miliardario e sempre più in crescita, dall’altra cominceranno i problemi di gestione del traffico aereo che rischia di sfuggire al controllo. L’Unione Europea sta già mettendo un freno al potenziale caos che ne deriverebbe, gettando le basi per la regolamentazione dell’utilizzo dei droni nello spazio aereo fino a 150 metri di altezza. Nel 2019, probabilmente, avremo le prime certezze normative e regolamentari nel campo della tecnologia dei droni.  Bisognerà creare un registro di droni e operatori entro il 2019, con un apposito sistema di identificazione elettronica e di geo-fencing per avere la tracciabilità di movimento e spostamenti dei velivoli. Solo chi sarà registrato, tracciabile e riconoscibile potrà operare in quello che viene chiamato “U-space” la porzione di cielo fino a 150 metri d’altezza.

Non solo: il sistema così regolamentato coinvolgerebbe anche le stesse torri di controllo, i radar e gli enti per l’aviazione, tutto ciò a vantaggio della sicurezza sia a bassa che ad alta quota, cercando, così, di evitare il più possibile la formazione di ostacoli o collisioni tra droni. A tale scopo sarà importante sfruttare l’esistenza e l’organizzazione di reti già esistenti tra i servizi aeronautici, le infrastrutture, nonché tutti i servizi di comunicazione mobile. Chiunque possieda un drone, oltre all’obbligo della registrazione, sarà sottoposto alla verifica della dotazione, al proprio drone, di un particolare dispositivo di sicurezza, il Dda («detect and avoid»), che serve a individuare rischi potenziali e ad evitarli.

Un esempio pratico? La presenza di stormi di uccelli o intralci lungo la rotta potrà essere individuata, grazie a questo dispositivo obbligatorio e permetterà al mini robot volante di poter subire una modifica della rotta direttamente  durante il volo.

Non ci resta che aspettare fiduciosi il regolamento UE.

 

 

 

 

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